Gli effetti della Legge di Bilancio 2019 sul settore patenti e trasporti

Gli effetti della Legge di Bilancio 2019 sul settore patenti e trasporti

Sicuramente le novità della nuova Legge di Bilancio (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 – S.O.G.U. n. 302 del 31.12.2018), definita dallo stesso ministro dei Trasporti Toninelli la #riformaldelpopolo, hanno l’indubbio marchio della popolarità dovuta dalla presenza di stanziamenti a pioggia sul rifacimento delle infrastrutture che nei mesi scorsi hanno causato immani tragedie, finendo al centro dell’attenzione dei mass media. Ci riferiamo alle nuove e ingenti misure finanziarie per Genova (tra cui 160 milioni di euro per gli autotrasportatori danneggiati dal crollo del Ponte Morandi e 200 milioni per il Porto di Genova al fine di migliorare la logistica), per la messa in sicurezza di fiumi e laghi (1 miliardo di euro al Piano nazionale settore idrico), per il trasporto pubblico locale di Roma e Milano (varie centinaia di milioni di euro per la metropolitana e per il ripristino del manto stradale) e per la sicurezza stradale.

Entrando nel merito del settore patenti, di maggiore interesse per la nostra attività, possiamo evidenziare le seguenti novità, sempre tenendo presente che prima di diventare pienamente operative devono essere corredate da decreti di attuazione che articolino la materia più nel dettaglio dando le opportune indicazioni operative.

 

Modifiche agli articoli 7 e 80 del Codice della Strada: via libera alle elettriche in ztl e alle officine private per la revisione dei mezzi pesanti

L’art. 7 , che regolamenta la circolazione nei centri abitati, stabilisce ora che nelle zone a traffico limitato i Comuni consentano l’accesso libero ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida. Questo nell’intento dichiarato di incentivare la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.

L’art. 80 riguarda invece le revisioni e cambia in modo significativa, consentendo in pratica anche alle officine private di effettuare le revisioni anche dei mezzi pesanti. Ci sarà bisogno di un regolamento di attuazione, ma la legge di fatto è già cambiata e rappresenta un’interessante opportunità per tutte le imprese di autoriparazione che già effettuano revisioni sulle autovetture.

 

Rimandato ancora una volta il Documento Unico di Circolazione

Slitta per l’ennesima volta – al 1.1.2020 – il rilascio del DUC che dovrebbe sostituire la carta di circolazione e il certificato di proprietà.

 

Ecobonus per l’acquisto di auto elettriche o ibride

Viene stabilito, dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021,  un incentivo economico tanto più alto quanto minori sono le emissioni di anidride carbonica dell’auto nuova (categoria M1) acquistata (che non deve costare più di 50 mila euro iva esclusa) e se si dispone anche di un veicolo inquinante da rottamare. L’incentivo è:

  • pari a 6000 euro se le emissioni di CO2 sono sotto i 20 g/km
  • pari a 2500 euro se le emissioni sono tra i 21 e i 70 g/km
  • pari a 4000 euro senza rottamazione, se le emissioni di CO2 sono sotto i 20 g/km
  • pari a 1500 euro senza rottamazione, se le emissioni sono tra i 21 e i 70 g/km

 

Il contributo viene corrisposto mediante uno sconto sul prezzo di acquisto dell’auto , che deve essere nuova di fabbrica. Il veicolo da rottamare deve essere davvero tale, ovvero vanno documentati l’avvio alla demolizione e la cancellazione dallo sportello telematico dell’automobilista. Andando a valutare i modelli di auto ibride presenti sul mercato, notiamo però che diverse utilitarie hanno un valore di emissioni troppo alto per usufruire dell’incentivo, le più diffuse sul mercato dichiarano emissioni pari a 75-85 g/km e tali da superare il valore ammesso dalla normativa. Le ibride che si prestano all’acquisto sono poche e di fascia alta, mentre chiaramente per le elettriche il ventaglio di possibilità per sfruttare  l’ecobonus è decisamente più ampio, anche se bisogna fare i conti con il reale problema della mancanza di colonnine di ricarica sulle strade pubbliche.

 

Detrazioni fiscali per l’installazione di colonnine di ricarica

Un po’ come succede per chi sostituisce le finestre di casa o acquista una caldaia più ecologica, adesso anche chi si attrezza con la colonnina di ricarica per alimentare a energia elettrica i propri veicoli, può sfruttare una detrazione delle imposte, da ripartire in dieci quote annuali, nella misura del 50%, per un ammontare complessivo non superiore a 3000 euro.

 

Ecotassa per chi acquista veicoli sopra i 160 g/km

Questa tassa fa la coppia con l’ecobonus di cui abbiamo scritto sopra, e va a colpire chi decide di acquistare un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica che produce emissioni pari o superiori a 161 g/km.

Stabilisce che, a partire dal 1°marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, chiunque acquista un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica è tenuto al pagamento, all’atto dell’immatricolazione, di un’imposta tanto più alta quanto più è alto il valore di emissione di CO2. Per la precisione l’imposta da pagare per il veicolo acquistato sarà:

  • pari a 1100 euro, se le emissioni variano da 161 a 175 g/km
  • pari a 1600 euro, se le emissioni variano da 176 a 200 g/km
  • pari a 2000 euro, se le emissioni variano da 201 a 250 g/km
  • pari a 2500 euro, se le emissioni sono superiori a 250 g/km

Questo provvedimento va a colpire i modelli di fascia medio alta mentre non riguarda le utilitarie di uso comune né tanto meno le auto di cilindrata limitata che si acquistano per i neopatentati.

 

Rimborso del 50% a chi fa prendere la patente e/o la CQC merci ai dipendenti

Si tratta di una bella opportunità per le autoscuole che fanno formazione professionale presso le imprese di autotrasporto merci: il Governo si impegna, dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020, a rimborsare il 50 % delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi.

I conducenti che beneficiano del provvedimento devono avere meno di 35 anni ed essere inquadrati con le qualifiche Q1, Q2 o Q3 previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro-Logistica, trasporto merci e spedizione. Per essere realmente operativa la legge, c’è bisogno di un decreto del Ministero del Lavoro che stabilisca le modalità di richiesta e di erogazione del rimborso.

 

Modifiche al regolamento Taxi / NCC (Legge 21/92)

Viene introdotto l’obbligo della rimessa all’interno del comune che ha rilasciato l’autorizzazione (art. 3) e  due nuovi obblighi (art. 11) sia di iniziare e finire il servizio nel luogo della rimessa e sia di compilare per ogni servizio un apposito foglio di viaggio, in futuro di tipo elettronico.
L’approfondimento è disponibile a questo link.

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