Patente a punti e omessa comunicazione: quando ricorre il giustificato motivo

Il proprietario del veicolo ha il dovere di conoscere l’identità dei soggetti ai quali sia affidata la conduzione del mezzo, in difetto risponde della sanzione di cui all’art. 126 bis c. 2 Codice della Strada. Infatti, grava sul titolare del veicolo un dovere di controllo e memoria, che viene meno solo in caso di giustificato motivo, come la cessazione della detenzione del mezzo o la presenza di situazioni imprevedibili ed incoercibili, che gli abbiano impedito di sapere chi fosse alla guida, nonostante l’adozione di misure idonee, conformi all’ordinaria diligenza, volte a garantire la concreta osservanza del dovere di conoscere e di ricordare l’identità del conducente.

Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza del 29 novembre 2018 n. 30939.

Indice
La vicenda

Omessa comunicazione di chi era alla guida (art. 126 bis c. 2 C.d.S.)
Sindacato di legittimità sul giustificato motivo

Casi di giustificato motivo “scriminante”
Il principio di diritto

La vicenda

Ad una società, veniva contestato un eccesso di velocità (art. 142 c. 7 C.d.S.) in relazione all’auto aziendale. Il legale rappresentante della s.r.l., inoltre, veniva sanzionato ai sensi dell’art. 126 bis c. 2 Codice della Strada per aver omesso di fornire i dati personali e della patente del conducente al momento della violazione. Il proprietario proponeva opposizione all’ordinanza prefettizia, deducendo di aver inviato alla Polizia Stradale una comunicazione in cui asseriva di aver impiegato l’auto, durante le vacanze estive, unitamente alla moglie e di non essere in grado di stabilire chi dei due fosse alla guida al momento della violazione del limite di velocità. Il tribunale considerava tale indicazione sufficiente ad escludere l’omessa comunicazione.

Il Ministero dell’Interno ricorre per la cassazione della sentenza, per violazione e falsa applicazione dell’art. 126 bis c. 2 C.d.S., nonché per omesso esame di un fatto decisivo per la controversia.

Prima di passare alla disamina della decisione, analizziamo brevemente l’illecito amministrativo oggetto di contestazione.

Omessa comunicazione di chi era alla guida (art. 126 bis c. 2 C.d.S.)

L’art. 126 bis c. 2 C.d.S. dispone che il proprietario del veicolo (ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196) debba fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Lo stesso dicasi in caso di persona giuridica, come nella fattispecie oggetto di scrutinio. Il proprietario del veicolo che ometta, senza giustificato e documentato motivo, di fornire i dati del conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 284 a euro 1.133.

La ratio della norma è da ravvisarsi nella circostanza per cui il proprietario del mezzo debba conoscere l’identità dei soggetti a cui ne affida la conduzione, in difetto è responsabile della circolazione dello stesso:

  • verso la pubblica amministrazione, nei riguardi della quale è obbligato al versamento delle sanzioni;
  • verso i terzi, nei confronti dei quali risponde a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilanza.

L’attuale versione della norma deriva dal D.L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 164, lett. b), convertito in legge con la L. n. 286 del 2006. La suddetta modifica è figlia dell’intervento della Corte Costituzionale (Cost. 244/2006) che aveva evocato la possibilità di attribuire rilievo esimente alla condotta di colui che, “presentandosi o scrivendo”, avesse rappresentato l’esistenza di motivi idonei a giustificare l’omessa comunicazione dell’identità del conducente»; onde l’inserimento del sintagma “senza giustificato e documentato motivo” all’interno della norma. Successivamente la Corte Costituzionale è nuovamente intervenuta (Cost. 165/2008), ma in relazione alla versione originaria dell’art. 126 bis C.d.S., anteriore all’emenda del 2006.

Sindacato di legittimità sul giustificato motivo

La posizione della giurisprudenza sull’interpretazione della norma de qua è costante sia anteriormente che posteriormente all’intervento della Corte Costituzionale. Recentemente (Cass. ord. 9555/2018), si è ribadito che, in tema di sanzione pecuniaria per omessa comunicazione ex art. 126 bis C.d.S. c. 2, sia necessario sceverare la condotta del proprietario che non ottemperi all’invito a comunicare i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione, da quella del proprietario che, al contrario, abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo adducendo giustificazione. Grava sul proprietario il dovere di dimostrare quali misure abbia adottato per conservare la memoria di chi abbia guidato il veicolo. Le suddette misure non sono indicate dal legislatore, ma vanno valutate a seconda della fattispecie concreta. Pertanto, le modalità adottate nel caso di gestione di un parco macchine aziendale sono diverse da quelle esigibili nella gestione di un veicolo ad uso familiare. Spetta al giudice valutare se il proprietario abbia assunto ogni misura idonea, secondo l’ordinaria diligenza, a ricordare chi guidasse la sua auto. Il suddetto giudizio, pur rappresentando una valutazione di fatto, può essere soggetto al sindacato di legittimità.

Vediamo quando.

Ut supra ricordato, l’art. 126 bis c. 2 C.d.S. prevede un illecito amministrativo nell’omessa comunicazione senza giustificato e documentato motivo:

1) per motivo documentato si intende, in senso estensivo, “provato”, non necessariamente con prove documentali, ma anche mediante l’acquisizione di prove costituende. Il suddetto accertamento è riservato al giudice di merito ed è sindacabile in sede di legittimità solo nei limiti di cui all’art. 360 n. 5 c.p.c.;

2) per quanto riguarda il motivo giustificato, anch’esso è rimesso al giudice di merito, ma limitatamente al giudizio sul fatto storico ovvero sulla ricostruzione degli accadimenti in cui si sostanzia la vicenda. Conclusa la valutazione sul fatto, che rientra nel merito, il giudizio, operato sullo stesso, al fine di considerarlo idoneo a giustificare la dichiarazione negativa, è un giudizio di diritto e, come tale, sindacabile in sede di legittimità.

In particolare, la Corte precisa come il sintagma “giustificato motivo” rappresenti una nozione elastica e rientri nelle cosiddette clausole generali. «Nell’esprimere il giudizio di valore necessario ad integrare il parametro generale contenuto in una norma elastica, il giudice compie, dunque, un’attività di interpretazione della norma, dando concretezza a quella parte mobile della stessa che il legislatore ha voluto tale per adeguarla ad un determinato contesto storico-sociale, ovvero a determinate situazioni non esattamente ed efficacemente specificabili a priori» (Cass. S.U. 2572/2012). Al lume di quanto sopra, la Suprema Corte ritiene che la valutazione operata dal giudice di merito sulla qualificazione delle ragioni esposte dal proprietario del veicolo come giustificato motivo di non conoscenza dell’identità del conducente sia censurabile in sede di legittimità, con il mezzo di cui all’art. 360 c.p.c., n. 3, sotto il profilo della sua coerenza con i principi dell’ordinamento e con gli standard valutativi esistenti nella realtà sociale, che concorrono a creare il diritto vivente (Cass. 3645/1999).

Casi di giustificato motivo “scriminante”

Nel caso di specie, secondo la Cassazione, il Tribunale non ha considerato «tra gli standard, conformi ai valori dell’ordinamento, esistenti nella realtà sociale, il dovere del proprietario del veicolo di conoscere l’identità dei soggetti ai quali venga affidata la relativa conduzione». Visto il dovere di conoscenza incombente sul titolare del mezzo, l’assenza di cognizione dell’identità del conducente è ammissibile solo:

a) in caso di cessazione della detenzione del veicolo da parte del proprietario; si pensi al furto del mezzo o ancora all’ipotesi del comodato nella circostanza in cui il proprietario dimostri di avere ceduto l’auto a terzi, prima della commissione dell’infrazione, con contratto registrato e con l’obbligo, in capo al comodatario, di comunicare il nominativo del conducente in caso di contestazione di un’infrazione (Cass. 22042/2009);

b) in presenza di situazioni imprevedibili ed incoercibili che impediscano al proprietario di un veicolo di sapere chi lo abbia guidato in un determinato momento, nonostante egli dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ed esigibili, secondo l’ordinaria diligenza, a garantire la concreta osservanza del dovere di conoscere e di ricordare l’identità di chi guidi il veicolo (ad esempio, realizzando un registro scritto o conservando delle annotazioni).

Il principio di diritto

Per le ragioni sopra esposte, la Corte ritiene fondata la censura sollevata dal Ministero dell’Interno, cassa la sentenza gravata e rinvia al Tribunale che, nella decisione, dovrà attenersi al seguente principio di diritto:

«ai sensi dell’art. 126 bis C.d.S., comma 2 […], ai fini dell’esonero del proprietario di un veicolo dalla responsabilità per la mancata comunicazione dei dati personali e della patente del soggetto che guidava il veicolo al momento del compimento di un’infrazione, possono rientrare nella nozione normativa di “giustificato motivo” soltanto il caso di cessazione della detenzione del veicolo da parte del proprietario o la situazione imprevedibile ed incoercibile che impedisca al proprietario di un veicolo di sapere chi lo abbia guidato in un determinato momento, nonostante che egli abbia (e dimostrati in giudizio di avere) adottato misure idonee, esigibili secondo criteri di ordinaria diligenza, a garantire la concreta osservanza del dovere di conoscere e di ricordare nel tempo l’identità di chi si avvicendi alla guida del veicolo».

(Altalex, 15 gennaio 2019. Nota di Marcella Ferrari)

La “clausola sociale” del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione: ancora dubbi applicativi

A distanza di quasi un anno dalla stipula dell’Accordo di rinnovo del 3 dicembre 2017 del CCNL Logistica, trasporto merci e spedizioni, permane la situazione di “non piena chiarezza” circa gli ambiti applicativi del nuovo Accordo, considerato che le associazioni di categoria CONFTRASPORTO (che raggruppa FAI, FERDERTRASLOCHI, FEDERLOGISTICA, FIAP e UNITAI), ASSOTIR e ANITA hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo “con riserva di approvazione da parte dei propri organi direttivi” e, ad oggi, non si ha notizia dell’approvazione dell’accordo di rinnovo da parte di tutti i firmatari.

Uno degli elementi maggiormente dibattuti dell’Accordo è la nuova formulazione dell’articolo 42 che sostituisce quella precedentemente contenuta agli articoli 42 (Appalto di lavori di logistica, facchinaggio/movimentazione merci) e 42-bis (Cambi di appalto) del CCNL 1° agosto 2013.

Le Parti, con il dichiarato fine di contrastare i “crescenti fenomeni di illegalità” e di garantire il “pieno rispetto della normativa e della disciplina sugli appalti”, individuano anzitutto gli stringenti requisiti per la legittimità dei contratti di appalto, mutuando la gran parte degli indici e requisiti fissati negli anni dalla giurisprudenza in tema di genuinità degli appalti: in primis, l’obbligo di selezionare solo appaltatori che applicano lo stesso CCNL, con divieto di subappalto (comma 2); ancora, vengono fissati i requisiti di solidità economica e finanziaria, di adeguata organizzazione, di capacità e professionalità dei soggetti economici “affidatari” degli appalti (comma 3); ai commi 4 e ss. si prevedono vincoli stringenti sia con riferimento al contenuto che agli effetti del contratto di appalto stipulato in difformità alle prescrizioni del Contratto Collettivo. Al comma 5 dell’art. 42 le parti sindacali tipizzano, poi, alcune ipotesi di inadempimento dell’appaltatore che “saranno motivo di risoluzione del contratto di appalto”.

Nonostante il carattere stringente delle previsioni appena esaminate, che introducono una vera e propria codificazione dei requisiti di legittimità dei contratti di appalto, è la seconda parte dell’art. 42 dell’Accordo del dicembre 2017 ad aver fatto emergere le maggiori divergenze tra le organizzazioni sottoscrittrici.

Ciò in quanto la seconda parte dell’art. 42 (commi 7 e ss) introduce nel settore, in materia di cambio appalto, una nuova “clausola sociale” che – con l’obiettivo di tutela del personale occupato negli appalti – detta una procedura e degli obblighi dal contenuto assai stringente, evidentemente mutuati dalla previsione dell’art 2112 c.c. in tema di trasferimento di azienda e ramo d’azienda.

Ed infatti, mentre il precedente CCNL imponeva, in tema di “cambio appalto”, l’espletamento di una procedura consultiva senza porre in capo all’appaltatore subentrante un obbligo di reimpiego del personale dell’appaltatore uscente, il nuovo art. 42 del CCNL è andato a stravolgere completamente la precedente impostazione.

La nuova norma contrattuale, nel solco del Codice degli Appalti Pubblici e di altri CCNL privati, prevede un vero e proprio obbligo – in capo a Committente e appaltatore subentrante – di includere nel nuovo contratto di appalto il passaggio diretto, senza soluzione di continuità, a parità di condizioni di appalto, di tutti i lavoratori impiegati nel precedente appalto da almeno 6 mesi continuativi. Il tutto, con mantenimento dell’anzianità pregressa, dei trattamenti salariali e dei diritti normativi, ivi compresa l’applicazione della legge n. 92/2012 per i lavoratori occupati nei siti produttivi prima del 7 marzo 2015.

Alla luce di quanto esposto, pare legittimo domandarsi se la nuova previsione dell’art. 42 CCNL determini una legittima compressione dell’autonomia e della libertà d’impresa in tutte quelle ipotesi di cambio appalto caratterizzate da “discontinuità tra il “nuovo” e “vecchio” appaltatore e da reale autonomia e struttura organizzativa ed operativa in capo all’appaltatore subentrante.

Si consideri infatti che la regolamentazione contenuta nell’art. 42 CCNL risulta più stringente rispetto alla disciplina di legge, posto che l’art. 29, co. 3, d.lgs. n. 276 / 2003 (nel testo riformato nel 2016) prevede il passaggio diretto dei lavoratori occupati nell’appalto – senza soluzione di continuità e a parità di condizioni – solo in assenza di elementi di discontinuità tra il “nuovo” e “vecchio” appaltatore. In altre parole, la scelta del legislatore è di imporre l’applicazione degli effetti lavoristici dell’art. 2112 c.c. solo ai casi, pur frequenti, nei quali il cambio appalto sia riconducibile ad una fattispecie di trasferimento di ramo d’azienda per l’assenza di elementi di discontinuità e di autonomia in capo all’appaltatore subentrante.

Incerta appare anche la tenuta della previsione contrattuale in caso di contenzioso giudiziale, considerato che – come statuito dalla recente giurisprudenza in materia – la clausola sociale si colloca comunque nella cornice dell’equo contemperamento delle esigenze di tutela occupazionale ex art. 35 Cost. e della libertà d’impresa ex art. 41 Cost. e deve necessariamente conformarsi ai principi nazionali e comunitari: pertanto, in applicazione della clausola sociale, l’appaltatore subentrante deve sì “prioritariamente” assumere gli stessi lavoratori che operavano alle dipendenze dell’appaltatore uscente, “ma a condizione che il loro numero e la loro qualifica siano armonizzabili con l’organizzazione d’impresa prescelta dall’imprenditore subentrante” (Consiglio di Stato, sez. V, 28 agosto 2017, n. 4079).

D’altra parte, come pure stabilito di recente dall’ANAC con le Linee guida recanti la disciplina delle clausole sociali del 14 maggio 2018 – seppure nel settore degli appalti pubblici – “l’applicazione della clausola sociale non comporta un indiscriminato e generalizzato dovere di assorbimento del personale utilizzato dall’impresa uscente, dovendo tale obbligo essere armonizzato con l’organizzazione aziendale prescelta dal nuovo affidatario. Il riassorbimento del personale è imponibile nella misura e nei limiti in cui sia compatibile con il fabbisogno richiesto dall’esecuzione del nuovo contratto e con la pianificazione e l’organizzazione del lavoro elaborata dal nuovo assuntore”.

Si tratterà quindi di valutare se, in sede applicativa, l’art. 42 del CCNL in commento supererà il vaglio giudiziale, senza subire il contraccolpo della migrazione delle imprese verso CCNL meno rigidi in materia di cambio appalto.

In tale contesto, un elemento di soccorso rispetto alla problematica dell’equilibrio fra istanze di tutela dei lavoratori e libertà d’impresa e della tenuta della clausola sociale, potrebbe discendere dalla valenza che, in ambito applicativo, verrà attribuita all’ultima parte del comma 9 dell’art. 42 del CCNL in commento, che introduce nella clausola sociale in commento il riferimento all’autonomia dell’impresa appaltante: “Quanto sopra nel rispetto dell’autonomia organizzativa apicale dell’azienda subentrante e delle innovazioni tecnologiche, informatiche e di automazione intervenute”.

(Altalex, 11 febbraio 2019. Articolo di Valentina Pepe)

Gli effetti della Legge di Bilancio 2019 sul settore patenti e trasporti

Sicuramente le novità della nuova Legge di Bilancio (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 – S.O.G.U. n. 302 del 31.12.2018), definita dallo stesso ministro dei Trasporti Toninelli la #riformaldelpopolo, hanno l’indubbio marchio della popolarità dovuta dalla presenza di stanziamenti a pioggia sul rifacimento delle infrastrutture che nei mesi scorsi hanno causato immani tragedie, finendo al centro dell’attenzione dei mass media. Ci riferiamo alle nuove e ingenti misure finanziarie per Genova (tra cui 160 milioni di euro per gli autotrasportatori danneggiati dal crollo del Ponte Morandi e 200 milioni per il Porto di Genova al fine di migliorare la logistica), per la messa in sicurezza di fiumi e laghi (1 miliardo di euro al Piano nazionale settore idrico), per il trasporto pubblico locale di Roma e Milano (varie centinaia di milioni di euro per la metropolitana e per il ripristino del manto stradale) e per la sicurezza stradale.

Entrando nel merito del settore patenti, di maggiore interesse per la nostra attività, possiamo evidenziare le seguenti novità, sempre tenendo presente che prima di diventare pienamente operative devono essere corredate da decreti di attuazione che articolino la materia più nel dettaglio dando le opportune indicazioni operative.

 

Modifiche agli articoli 7 e 80 del Codice della Strada: via libera alle elettriche in ztl e alle officine private per la revisione dei mezzi pesanti

L’art. 7 , che regolamenta la circolazione nei centri abitati, stabilisce ora che nelle zone a traffico limitato i Comuni consentano l’accesso libero ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida. Questo nell’intento dichiarato di incentivare la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.

L’art. 80 riguarda invece le revisioni e cambia in modo significativa, consentendo in pratica anche alle officine private di effettuare le revisioni anche dei mezzi pesanti. Ci sarà bisogno di un regolamento di attuazione, ma la legge di fatto è già cambiata e rappresenta un’interessante opportunità per tutte le imprese di autoriparazione che già effettuano revisioni sulle autovetture.

 

Rimandato ancora una volta il Documento Unico di Circolazione

Slitta per l’ennesima volta – al 1.1.2020 – il rilascio del DUC che dovrebbe sostituire la carta di circolazione e il certificato di proprietà.

 

Ecobonus per l’acquisto di auto elettriche o ibride

Viene stabilito, dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021,  un incentivo economico tanto più alto quanto minori sono le emissioni di anidride carbonica dell’auto nuova (categoria M1) acquistata (che non deve costare più di 50 mila euro iva esclusa) e se si dispone anche di un veicolo inquinante da rottamare. L’incentivo è:

  • pari a 6000 euro se le emissioni di CO2 sono sotto i 20 g/km
  • pari a 2500 euro se le emissioni sono tra i 21 e i 70 g/km
  • pari a 4000 euro senza rottamazione, se le emissioni di CO2 sono sotto i 20 g/km
  • pari a 1500 euro senza rottamazione, se le emissioni sono tra i 21 e i 70 g/km

 

Il contributo viene corrisposto mediante uno sconto sul prezzo di acquisto dell’auto , che deve essere nuova di fabbrica. Il veicolo da rottamare deve essere davvero tale, ovvero vanno documentati l’avvio alla demolizione e la cancellazione dallo sportello telematico dell’automobilista. Andando a valutare i modelli di auto ibride presenti sul mercato, notiamo però che diverse utilitarie hanno un valore di emissioni troppo alto per usufruire dell’incentivo, le più diffuse sul mercato dichiarano emissioni pari a 75-85 g/km e tali da superare il valore ammesso dalla normativa. Le ibride che si prestano all’acquisto sono poche e di fascia alta, mentre chiaramente per le elettriche il ventaglio di possibilità per sfruttare  l’ecobonus è decisamente più ampio, anche se bisogna fare i conti con il reale problema della mancanza di colonnine di ricarica sulle strade pubbliche.

 

Detrazioni fiscali per l’installazione di colonnine di ricarica

Un po’ come succede per chi sostituisce le finestre di casa o acquista una caldaia più ecologica, adesso anche chi si attrezza con la colonnina di ricarica per alimentare a energia elettrica i propri veicoli, può sfruttare una detrazione delle imposte, da ripartire in dieci quote annuali, nella misura del 50%, per un ammontare complessivo non superiore a 3000 euro.

 

Ecotassa per chi acquista veicoli sopra i 160 g/km

Questa tassa fa la coppia con l’ecobonus di cui abbiamo scritto sopra, e va a colpire chi decide di acquistare un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica che produce emissioni pari o superiori a 161 g/km.

Stabilisce che, a partire dal 1°marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, chiunque acquista un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica è tenuto al pagamento, all’atto dell’immatricolazione, di un’imposta tanto più alta quanto più è alto il valore di emissione di CO2. Per la precisione l’imposta da pagare per il veicolo acquistato sarà:

  • pari a 1100 euro, se le emissioni variano da 161 a 175 g/km
  • pari a 1600 euro, se le emissioni variano da 176 a 200 g/km
  • pari a 2000 euro, se le emissioni variano da 201 a 250 g/km
  • pari a 2500 euro, se le emissioni sono superiori a 250 g/km

Questo provvedimento va a colpire i modelli di fascia medio alta mentre non riguarda le utilitarie di uso comune né tanto meno le auto di cilindrata limitata che si acquistano per i neopatentati.

 

Rimborso del 50% a chi fa prendere la patente e/o la CQC merci ai dipendenti

Si tratta di una bella opportunità per le autoscuole che fanno formazione professionale presso le imprese di autotrasporto merci: il Governo si impegna, dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020, a rimborsare il 50 % delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi.

I conducenti che beneficiano del provvedimento devono avere meno di 35 anni ed essere inquadrati con le qualifiche Q1, Q2 o Q3 previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro-Logistica, trasporto merci e spedizione. Per essere realmente operativa la legge, c’è bisogno di un decreto del Ministero del Lavoro che stabilisca le modalità di richiesta e di erogazione del rimborso.

 

Modifiche al regolamento Taxi / NCC (Legge 21/92)

Viene introdotto l’obbligo della rimessa all’interno del comune che ha rilasciato l’autorizzazione (art. 3) e  due nuovi obblighi (art. 11) sia di iniziare e finire il servizio nel luogo della rimessa e sia di compilare per ogni servizio un apposito foglio di viaggio, in futuro di tipo elettronico.
L’approfondimento è disponibile a questo link.

Bando per l’ammissione all’esame di idoneità per l’iscrizione al ruolo dei conducenti

PROVINCIA DI VERONA
Servizio trasporti traffico mobilità

BANDO PER L’AMMISSIONE ALL’ESAME DI IDONEITA’ PER L’ISCRIZIONE AL
RUOLO DEI CONDUCENTI DI VEICOLI ADIBITI A SERVIZI PUBBLICI NON DI
LINEA PER VIA DI TERRA

Ai sensi del regolamento provinciale per l’iscrizione al ruolo dei conducenti di veicoli adibiti a servizi pubblici non di linea per via di terra, approvato con deliberazione del Consiglio provinciale n. 28 del 6 giugno 2007 ed in esecuzione della determinazione del dirigente del Servizio Trasporti n. 272 del 23 gennaio 2019, è indetto un esame d’idoneità per l’iscrizione al ruolo dei conducenti di veicoli adibiti a servizi pubblici non di linea per via di terra.

Art. 1 – REQUISITI PER L’AMMISSIONE ALL’ESAME

Per l’ammissione all’esame i candidati, devono essere in possesso dei seguenti requisiti personali:

  1. essere cittadini italiani o cittadini di uno degli stati membri dell’Unione Europea o di qualsiasi altro stato alle condizioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di immigrazione;
  2. non essere incorsi in condanne definitive per reati non colposi che comportino la condanna a pene restrittive della libertà personale per un periodo complessivamente superiore a due anni;
  3. non essere stati sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione previste dalla legislazione di settore vigente;
  4. non essere stati interdetti o inabilitati o dichiarati falliti, ovvero sia incorso, nei loro confronti, un procedimento per dichiarazione di fallimento;
  5. non essere incorsi in condanne definitive per reati che comportino l’interdizione dalla professione.

In tutti i casi sopra elencati, il requisito si intende soddisfatto quando sia intervenuta la riabilitazione.

I candidati devono essere altresì in possesso dei seguenti requisiti professionali:

– patente di guida e certificato di abilitazione professionale necessari alla guida dei veicoli impiegati nei diversi tipi di servizio, secondo lo schema seguente:

  1. per l’iscrizione alla sezione dei conducenti nei servizi di taxi e noleggio con conducente svolto con autovettura, patente di guida della categoria B o superiore e certificato di abilitazione professionale del tipo KB;
  2. per l’iscrizione alla sezione dei conducenti nei servizi di taxi e noleggio con conducente svolto con motocarrozzetta (triciclo), patente di guida della categoria A o superiore e certificato di abilitazione professionale del tipo KA o KB;

 

  1. c) per l’iscrizione alla sezione dei conducenti nei servizi di taxi o noleggio con conducente svolto con veicoli a trazione animale, patente di guida di categoria A o superiore.

La carta di qualificazione del conducente (CQC ) per il trasporto persone ricomprende in sé il certificato di abilitazione professionale del tipo KB e quello di KA come stabilito dall’articolo 1 comma 4, del decreto dirigenziale 17 aprile 2013 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

I candidati devono avere assolto l’obbligo scolastico. Come previsto dal D.M. 139/2007, per coloro che hanno conseguito il diploma di “terza media” nell’anno scolastico 2006-2007 e successivi, è obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni.

Tutti i predetti requisiti devono essere posseduti dal candidato alla data di scadenza del bando per  l’ammissione all’esame.

Art. 2 – MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di ammissione all’esame redatta su carta legale, in bollo da € 16,00, utilizzando esclusivamente il modello allegato al bando, deve essere indirizzata all’ufficio provinciale competente indicato nel bando medesimo.

Le domande devono pervenire al Servizio Trasporti della Provincia di Verona – unità operativa trasporto privato, via delle Franceschine, 10 – 37122 Verona entro giovedì 28 febbraio 2019.

Per le domande spedite a mezzo raccomandata A.R. fa fede la data del timbro postale.

Nella domanda il richiedente dichiara, ai sensi della vigente normativa in materia di documentazione amministrativa:

  1. cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale, cittadinanza; il cittadino extracomunitario dichiara di essere in possesso di regolare permesso di soggiorno in corso di validità;
  2. il tipo di idoneità professionale che intende conseguire;
  3. di aver assolto l’obbligo scolastico specificando l’anno scolastico, la classe, la scuola o l’Istituto, con relativo indirizzo, presso il quale tale obbligo è stato assolto. Il cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea dimostra il possesso del requisito dell’assolvimento dell’obbligo scolastico con una dichiarazione di valore rilasciata dall’ambasciata o consolato italiano del Paese d’origine, attestante il fatto che l’interessato ha effettuato, nel proprio Paese, un percorso di studi (specificare la durata) corrispondente all’assolvimento dell’obbligo scolastico in Italia
  4. di possedere i requisiti previsti dagli articoli 4 e 5 del regolamento provinciale e indicati nel presente bando di esame;
  5. di essere consapevole che quanto dichiarato nella domanda può essere soggetto ai controlli di legge da parte della Provincia.

I candidati devono indicare nella domanda l’indirizzo presso il quale ricevere eventuali comunicazioni relative all’esame; in assenza di indicazioni le comunicazioni saranno inviate alla residenza dichiarata.

I candidati devono effettuare un versamento di Euro 10,33 per il pagamento della tassa-esame, indicando la seguente causale: “esame per l’iscrizione al ruolo dei conducenti”.

 

Il pagamento può essere effettuato a mezzo bonifico bancario con le seguenti coordinate: Provincia di Verona – UniCredit Banca S.p.A. – Piazza Renato Simoni, 8 – 37122 Verona

ABI 02008
CAB 11725
CONTO CORRENTE 000003598484
CIN L

IBAN IT 18 L 02008 11725 000003598484

La tassa versata non verrà in nessun caso rimborsata.

Alla domanda di ammissione devono essere allegati:

  1. copia di documento d’identità del richiedente in corso di validità;
  2. attestazione del pagamento della tassa di esame di € 10,33 ;
  3. inoltre, il cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea deve allegare:

– una dichiarazione di valore rilasciata dall’ambasciata o consolato italiano del Paese d’origine, attestante il fatto che l’interessato ha effettuato, nel proprio Paese, un percorso di studi (specificare la durata) corrispondente all’assolvimento dell’obbligo scolastico in Italia

copia del permesso di soggiorno in corso di validità.
Art. 3 – AMMISSIONE ALL’ESAME

L’ammissione all’esame viene decisa dal competente ufficio provinciale che verifica la regolarità delle domande di ammissione e la loro conformità a quanto prescritto dal presente bando e dalla normativa vigente.

In caso di documentazione incompleta o insussistenza dei requisiti, l’ufficio provinciale competente dispone in ogni momento l’integrazione della medesima attraverso apposita richiesta e stabilisce la data entro la quale la documentazione mancante deve essere prodotta, pena la non ammissione all’esame.

In caso non sussistano i requisiti per l’ammissione all’esame il dirigente esclude il candidato con proprio provvedimento. La comunicazione di non ammissione all’esame è inviata al candidato dall’ufficio provinciale competente.

Art. 4 – MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELL’ESAME

L’esame consiste nello svolgimento di una prova scritta su n. 30 quesiti a risposta multipla predeterminata e verte sulle seguenti materie:

  1. codice della strada e regolamento di attuazione;
  2. leggi e disposizioni statali e regionali attinenti ai servizi di trasporto pubblico non di linea;
  3. regolamenti comunali e disposizioni provinciali per l’esercizio dei trasporti pubblici non di linea;
  4. regolamentazione riguardante il lavoro, l’artigianato, la cooperazione e le assicurazioni del settore;
  5. nozioni di toponomastica e geografia del territorio provinciale;
  6. elementari cognizioni di primo soccorso e nozioni comportamentali in caso di incidente stradale.

L’esame è superato se il candidato fornisce almeno 24 risposte corrette. La durata della prova è fissata in 60 minuti.

Traccia dei quesiti oggetto della prova d’esame e la legislazione di riferimento sono pubblicate, ai soli fini esemplificativi, sul sito internet provinciale all’indirizzo

 

http://portale.provincia.vr.it/uffici/uffici/7/702/7023/documenti/esami-di-abilitazione-professionale/esame-conducenti-taxi-noleggio-con-conducente-ncc

L’esame si terrà il giorno:
giovedì 4 aprile 2019

presso la sede della Provincia di Verona – via delle Franceschine n. 10 – Verona, sala Giulietta e Romeo (1° piano);

L’elenco dei candidati ammessi all’esame e l’orario dell’esame saranno pubblicati con effetto di notifica sul sito web della Provincia all’indirizzo www.provincia.verona.it alla voce “Notizie” dopo la scadenza del bando.

E’ cura dal candidato verificare, controllando l’elenco pubblicato sul web, di essere stato  ammesso all’esame e l’orario di convocazione per la prova d’esame.

I candidati che si presenteranno oltre l’orario previsto o in orario diverso da quello indicato non saranno ammessi a sostenere l’esame.

Il giorno dell’esame i candidati dovranno esibire in originale i titoli professionali richiesti (patente di guida e certificato di abilitazione professionale) in corso di validità, pena la non ammissione all’esame.

L’elenco dei candidati risultati idonei sarà pubblicato sul portale web della Provincia di Verona, all’indirizzo www.provincia.verona.it alla voce “Notizie”.

Art. 5 SESSIONE D’ESAME PER SOGGETTI ISCRITTI AL RUOLO IN ALTRE PROVINCE

I soggetti iscritti al ruolo presso altre province possono ottenere l’iscrizione presso la Camera di Commercio di Verona dopo il superamento di un esame orale integrativo.

Le domande redatte su carta legale in bollo da € 16,00 dovranno pervenire alla Provincia di Verona – Servizio Trasporti – Via delle Franceschine, 10 – Verona – entro giovedì 28 febbraio 2019. Nella domanda dovranno essere indicati cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza; dovranno essere altresì allegati:

  1. fotocopia di documento d’identità in corso di validità;
  2. fotocopia del certificato di iscrizione al ruolo posseduto;
  3. attestazione del pagamento della tassa di esame di Euro 10,33 effettuato presso la Tesoreria della Provincia di Verona nei modi indicati dal bando.

L’esame si terrà il giorno:
lunedì 8 aprile 2019

alle ore 9,00 presso la sede della Provincia di Verona – via delle Franceschine n. 10 – Verona, sala riunioni Cangrande (5° piano).

L’esame orale riguarderà le seguenti materie:

  1. se il candidato è iscritto al ruolo presso altra Provincia del Veneto: toponomastica e geografia del territorio della provincia di Verona;
  2. se il candidato è iscritto al ruolo presso altra Regione: legge regionale del Veneto n. 22 del 30 luglio 1996 attinente il servizio di trasporto pubblico non di linea, competenze comunali e provinciali in materia;

toponomastica e geografia del territorio della provincia di Verona.

 

Per quanto non previsto dal presente bando, si rinvia alle disposizioni del vigente regolamento provinciale in materia.

E’ cura dal candidato verificare, controllando l’elenco pubblicato sul web, di essere stato  ammesso all’esame e l’orario di convocazione per la prova d’esame.

I candidati che si presenteranno oltre l’orario previsto o in orario diverso da quello indicato non saranno ammessi a sostenere l’esame.

Art. 6 – INFORMAZIONI

La Provincia di Verona, Servizio trasporti, userà solo ai fini dell’esame1, anche in forma automatizzata, i dati personali forniti dai candidati. Ogni candidato gode dei diritti di legge ed, in particolare, del diritto di accesso ai dati che lo riguardano.2

Copia del presente bando è disponibile presso la Provincia di Verona, nei seguenti uffici:

–     Servizio Trasporti – unità operativa trasporto privato, via delle Franceschine 10, Verona –

5° piano..

U.R.P. (Ufficio per le relazioni con il pubblico) via delle Franceschine n. 10, Verona –

piano terra.

E’ pubblicato sul sito internet www.provincia.verona.it alla voce “Notizie”

Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi presso:

– il Servizio trasporti, il martedì-mercoledì-venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30 (tel. 045

9288353);

–     l’U.R.P., da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 (tel. 045 9288605).

Verona, 23 gennaio 2019

Il dirigente

dott. Paolo Dominioni

 

1 Art. 6 del Regolamento (UE) 2016/679 (RGPD)

2 Art. 15 del Regolamento (UE) 2016/679 (RGPD)

 

Applicare
marca da
bollo da €

16,00

DOMANDA PER L’AMMISSIONE ALL’ESAME DI IDONEITA’ PER L’ISCRIZIONE AL RUOLO DEI CONDUCENTI DI VEICOLI ADIBITI A SERVIZI PUBBLICI NON DI LINEA PER VIA DI TERRA

Alla PROVINCIA DI VERONA

Servizio Trasporti

U.O. trasporto privato

Via delle Franceschine, 10

37122 – VERONA

Il sottoscritto

Cognome                               Nome

nato a___________________________________ il____________________________

Comune – Provincia – Stato estero                                        giorno – mese – anno

residente a

Via/Piazza                                    n. CAP Comune-Provincia

codice fiscale

Telefono                                                     e-mail

CHIEDE

– di essere ammesso a sostenere l’esame di idoneità per l’iscrizione al ruolo di conducente di

autoveicoli in servizio pubblico non di linea di cui all’art.7 della L.R. 30 luglio 1996, n.22, per la

sezione:

□ autovettura

□ motocarrozzetta (triciclo)

□ veicoli a trazione animale

 

oppure

– di essere ammesso a sostenere l’esame integrativo orale per l’iscrizione al ruolo nella provincia
di Verona, essendo già iscritto al ruolo dei conducenti di veicoli per servizi pubblici non di linea

per via di terra presso la Camera di Commercio di__________________

 

che tutte le comunicazioni relative al presente esame siano effettuate al seguente indirizzo:

cognome / nome_________________________________________

comune:                                                     via                                                                      n.

Ai sensi dell’art. 46 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445 e consapevole che, in caso di false dichiarazioni accertate dall’Ente, saranno applicate le sanzioni previste dal Codice Penale e dalle Leggi speciali in materia a norma di quanto previsto dall’art. 76 dello stesso DPR 445/2000,

DICHIARA

  • di essere:

□ cittadino italiano residente in Italia;

□ cittadino di uno degli Stati membri dell’Unione Europea stabilito in Italia;

□ cittadino extracomunitario munito di regolare permesso di soggiorno in corso di validità;

  • di non avere riportato una condanna definitiva per reato non colposo che comporta la condanna a pene restrittive della libertà personale per un periodo complessivamente superiore a due anni;
  • di non essere stato sottoposto a misure amministrative di sicurezza personale o a misure di prevenzione previste dalla legislazione di settore vigente;
  • di non essere stato interdetto o inabilitato o dichiarato fallito, e di non avere in corso un procedimento per dichiarazione di fallimento;
  • di non avere riportato una condanna definitiva per reato che comporta l’interdizione dalla professione;
  • di possedere i requisiti professionali necessari a partecipare all’esame di idoneità per l’iscrizione al ruolo nella sezione sopra specificata:

□ patente della categoria B o superiore e certificato di abilitazione professionale del tipo KB;

□ patente della categoria A o superiore e certificato di abilitazione professionale del tipo KA o KB;

□ patente di categoria A o superiore;

□ carta di qualificazione del conducente (CQC ) per il trasporto persone;

  • di aver assolto l’obbligo scolastico nell’anno ___________________ nella classe____________

presso la scuola/Istituto ___________________________________________________________

comune di________________________ , provincia di____________________ ,

stato (se diverso dall’Italia)_____________________

N.B. in base al D.M. 139/2007, per coloro che hanno conseguito il diploma di “terza media” nell’anno scolastico 2006-2007 e successivi, è obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni).

Dichiara inoltre:

– di accettare tutte le condizioni previste nel bando di ammissione all’esame;

– di essere consapevole che i dati personali contenuti nella presente verranno utilizzati

esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni istituzionali;3

– di essere a conoscenza che tutto quanto sopra esposto potrebbe essere oggetto di verifica, e che in

caso di dichiarazioni o documentazioni non veritiere verranno applicate le sanzioni previste dalla

normativa vigente e, in particolare, in caso di partecipazione all’esame in difetto dei requisiti

3 Art. 6 del Regolamento (UE) 2016/679 (RGPD)

 

prescritti, l’iscrizione verrà annullata.

Autorizza la Provincia a pubblicare sul proprio sito web l’esito dell’esame.

Allegati:

□ copia di un documento di riconoscimento in corso di validità;

□ attestazione del pagamento della tassa di esame di Euro 10,33 effettuato nei modi indicati dal

bando;

solo per i cittadini degli Stati non appartenenti all’Unione Europea:

dichiarazione di valore rilasciata dall’ambasciata o consolato italiano del Paese d’origine,

attestante il fatto che l’interessato ha effettuato, nel proprio Paese, un percorso di studi

(specificare la durata) corrispondente all’assolvimento dell’obbligo scolastico in Italia;

□ copia del permesso di soggiorno in corso di validità;

data

firma del dichiarante chiara e leggibile

Informativa ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (in materia di protezione dei dati):

Titolare del trattamento è la Provincia di Verona, in persona del legale rappresentante

pro-tempore Antonio Pastorello, con sede in via Franceschine n. 10 IT – 37122 Verona, PEC: provincia.verona@cert.ip-

veneto.net, Tel. 045 9288317.

I dati di contatto del DPO sono i seguenti:

dpo@boxxapps.com – pec: boxxapps@legalmail.it – numero verde

800893984;

Oggetto di trattamento sono solo i dati personali raccolti mediante il presente modulo di richiesta di autorizzazione e la dichiarazione sostitutiva di certificazione allegata.

I dati forniti saranno raccolti presso la Provincia di Verona per l’esecuzione di un compito connesso all’esercizio di pubblici poteri riservati al Titolare e saranno trattati per le sole finalità che riguardano la presente procedura di ammissione all’esame e gli eventuali conseguenti adempimenti e, successivamente, all’eventuale gestione del rapporto instaurato con la Provincia, mediante supporto sia cartaceo che informatico.

Il conferimento dei dati è necessario, al fine della gestione del procedimento di specie: il mancato inserimento non consente di completare il procedimento avviato.

I dati saranno trattati per tutto il tempo del procedimento e, successivamente alla sua conclusione, saranno detenuti secondo quanto prescritto dal Massimario di selezione e scarto della Provincia di Verona.

I dati saranno trattati dal personale e da collaboratori della Provincia di Verona o da soggetti espressamente nominati come responsabili del trattamento.

I dati saranno inoltre comunicati a soggetti istituzionali per le necessarie verifiche al fine del completamento della presente procedura.

Al di fuori di tali ipotesi i dati non saranno comunicati a soggetti terzi né diffusi, se non nei casi specificamente previsti dal diritto nazionale o dell’Unione europea.

Gli interessati hanno il diritto di chiedere al titolare del trattamento l’accesso ai dati personali, la rettifica, la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che li riguarda o di opporsi al trattamento (artt. 15 e ss. del RGPD).

Gli interessati, ricorrendone i presupposti, hanno, altresì, il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (con sede in Piazza di Monte Citorio n. 121, IT – 00186 Roma) quale autorità di controllo nazionale secondo le procedure previste (art. 57, par. 1, lettera f), RGPD).

 

Carburanti, arrivano le nuove etichette

“Potresti andare a farmi la E10, per favore?” – da oggi potremmo esprimerci in questo modo, senza essere scambiati per matti, perché  E10 è il nuovo nome che contraddistingue la benzina. Da oggi 12 ottobre, dai benzinai troveremo infatti nuove etichette sui distributori di carburante e anche sugli sportellini delle nuove auto che compreremo.

Entra in vigore la direttiva 2014/94/UE del 22 ottobre 2014, meglio conosciuta come Direttiva DAFI, che oltre a stabilire la realizzazione di nuove infrastrutture peri combustibili alternativi (elettricità, idrogeno, gas naturale, ecc.) all’art. 7 impone di rendere disponibili informazioni più chiare per gli utenti. Etichette dunque più esplicite, sia sui veicoli stessi e sui relativi manuali d’uso, sia sui punti di rifornimento e di ricarica.

Dal momento che stanno aumentando di giorno in giorno i veicoli che possono funzionare con combustibili alternativi, sarà sempre più facile confondersi e rischiare di immettere nei serbatoi dei carburanti sbagliati, col rischio di rovinare il motore. Ecco allora spiegata l’introduzione di questo nuovo obbligo, fermo restando che per molti anni ancora le definizioni comunemente in uso non saranno ovviamente cancellate, e ad esempio la benzina “verde” rimarrà sempre identificabile con il colore verde come è sempre stato finora. C’è anche da aggiungere che, già da parecchi anni, il collo del bocchettone del serbatoio di un veicolo a benzina è costruito più piccolo della pistola della pompa per l’erogazione del gasolio, appunto per evitare errori di rifornimento.

 

Ma vediamo nel dettaglio che cosa cambia.

  • dal 12 ottobre 2018 ci saranno etichette specifiche a identificare i seguenti combustibili: benzina, gasolio, idrogeno (H2), gas naturale compresso (GNC), gas naturale liquefatto (GNL), gasi di petrolio liquefatto (GPL)
  • le etichette dei carburanti saranno apposte su tutti i  veicoli immatricolati a partire dal 12 ottobre 2018, dal ciclomotore al veicolo commerciale pesante
  • le nuove etichette saranno visibili sui distributori di tutta l’UE e di tutto il SEE (Islanda, Lichtenstein, Norvegia) ma anche in Serbia, Macedonia, Svizzera e Turchia.

 

Da dove arrivano e che aspetto hanno le nuove etichette dei carburanti?

Da una norma tecnica europea, per la precisione dalla norma UNI EN 16942, approvata dal CEN (Commissione Europea per la Standardizzazione) e richiesta appositamente dalla Commissione Europea nel 2015, a seguito dell’approvazione della direttiva DAFI.

Le etichette che identificano la benzina sono di forma circolare, quelle per il gasolio di forma quadrata, quelle per i carburanti gassosi di forma romboidale

All’interno presentano una sigla, composta da lettere e cifre, che identificano il carburante nel dettaglio.

Vediamo qualche esempio.

 

ETICHETTE PER LA BENZINA

Le etichette per la benzina sono circolari e presentano la lettera E come simbolo + un numero che corrisponde alla percentuale di etanolo contenuto.

Es. E5 = benzina contenente il 5% di bioetanolo; E10 =  benzina contenente il 10% di bioetanolo

 

ETICHETTE PER IL GASOLIO

Le etichette per il diesel sono quadrate e presentano la lettera B come simbolo + un numero che corrisponde alla percentuale di FAME contenuto. FAME è la sigla che sta per  “Fatty Acid Methyl Esters” vale a dire estere metilico di acidi grassi ovvero biodiesel.

Es. B10= gasolio col 10% di biodiesel

 

ETICHETTE PER IL GAS

Le etichette per i carburanti gassosi saranno invece romboidali. La losanga con al centro la sigla H2 indica l’idrogeno, quella con la sigla CNG è il metano per auto, mentre LPG indica il gpl e la scritta LNG il metano liquido.

 


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