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Qualificazione CQC scaduta da oltre due anni/Ripristino

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,
GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE
DIREZIONE GENERALE PER LA MOTORIZZAZIONE
DIVISIONE 5

Prot. 14087 /8.3

Roma, 11 giugno 2018

Oggetto: Qualificazione CQC scaduta da oltre due anni.

Con circolare prot. 26681 del 21 dicembre 2017 la scrivente circolare ha emanato disposizioni applicative in materia di rinnovo delle qualificazioni CQC, in particolare di quelle scadute da oltre due anni. Alcuni Uffici Motorizzazione civile hanno richiesto ulteriori chiarimenti, per cui si ritiene utile, riproporre il testo della predetta circolare, integrata con le nuove disposizioni evidenziate in grassetto.

Come noto, l’art. 13, comma 11, del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 settembre 2013, stabilisce che qualora la qualificazione CQC sia scaduta da oltre due anni, per poterla rinnovare, il titolare, oltre a frequentare un corso di formazione periodica, deve sottoporsi anche ad un esame comprendente sia la parte comune che la parte specialistica (di seguito denominato, “esame di ripristino”).

All’istanza di sostenere l’”esame di ripristino” devono essere allegate:
a) attestazione di versamento di euro 16,00 su c/c n. 4028 relativa all’assolvimento del bollo sull’istanza;
b) attestazione di euro 16,00 su c/c n. 4028 relativa all’assolvimento del bollo sulla patente CQC rilasciata in caso di esito positivo dell’esame;
c) attestazione di euro 16,20 su c/c n. 9001 relativa all’operazione di cui al punto 1 della tariffa prevista alla tabella 3 della legge 1 dicembre 1986, n. 870.

L’istanza per sottoporsi ad “esame di ripristino” ha durata di un anno, come previsto dal paragrafo c) della circolare 21 maggio 1992, n. 81 del Direttore Generale della Motorizzazione. Trascorso detto periodo, l’utente dovrà presentare nuova istanza, corrispondendo nuovamente gli importi previsti dalle norme vigenti.

Sulla base delle segnalazioni pervenute dagli Uffici Motorizzazione civile, si rende necessario fornire alcune precisazioni al riguardo.

1. Duplicato di patente CQC con qualificazione CQC scaduta di validità.
Nel caso in cui venga richiesto il duplicato di una patente che contiene anche la qualificazione CQC (comprovata dal codice unionale “95”) scaduta di validità, sarà emanata una nuova patente di guida sulla quale non sarà annotata detta qualificazione CQC.

2. Titolare di qualificazione CQC valida sia per il trasporto di cose che per il trasporto di persone, una delle quali scadute da oltre 2 anni.
Il titolare di qualificazione CQC valida sia per il trasporto di persone che per il trasporto di cose, che frequenta un corso di formazione periodica per rinnovare l’abilitazione ad una delle predette tipologie di trasporto, è esentato dall’obbligo di frequenza dal corso di formazione periodica per l’altra tipologia di trasporto. Resta comunque fermo l’obbligo di sottoporsi all’“esame di ripristino” nel caso in cui una delle due tipologie di abilitazione (o anche entrambe) sia scaduta da oltre 2 anni. In caso di richiesta sia per sostenere l’”esame di ripristino” e sia per rinnovare la qualificazione CQC scaduta da meno di due anni, l’utente deve presentare due distinte domande. Per quel che concerne il rinnovo, all’istanza devono essere allegate: l’attestazione di pagamento di euro 32,00 su c/c 4028 e l’attestazione di pagamento di euro 10,20 su c/c 9001 (relativa all’operazione di cui al punto 2 della tariffa prevista alla tabella 3 della legge 1 dicembre 1986, n. 870). Per quel che concerne l’”esame di ripristino”, 2 distinte attestazioni di versamento di euro 16,00 cadauna su c/c n. 4028, nonché l’attestazione di euro 16,20 su c/c n. 9001 (relativa all’operazione di cui al punto 1 della tariffa prevista alla tabella 3 della legge 1 dicembre 1986, n. 870). La qualificazione CQC ottenuta con ordinaria procedura di rinnovo, avrà validità di cinque anni dalla data di presentazione dell’istanza all’Ufficio Motorizzazione civile. La qualificazione CQC ottenuta con a seguito di esame di ripristino avrà validità di cinque anni dalla data esame. Occorre evidenziare che nel caso in cui un conducente sia titolare sia della qualificazione CQC per il trasporto di merci che della qualificazione CQC per il trasporto di persone, a prescindere dall’ordine in cui viene presentata la richiesta le due scadenze saranno diverse, ovvero calcolate come sopra specificato e solo al successivo rinnovo di entrambe riporteranno la stessa scadenza (5 anni dalla data richiesta).

3. Titolare di qualificazione CQC valida sia per il trasporto di cose che per il trasporto di persone entrambe scadute da oltre 2 anni.
Nel caso in cui un conducente sia titolare di entrambe le qualificazioni CQC scadute da oltre 2 anni, lo stesso non potrà presentare istanza congiunta per sostenere entrambi gli “esami di ripristino”. Detto conducente, invero, dovrà presentare prima 1’istanza per sostenere l’”esame di ripristino” relativa ad una delle due abilitazioni CQC, poi, una successiva istanza di ripristino per l’altra CQC utilizzando lo stesso corso e sostenendo, in ogni caso, sia la parte comune che la parte specialistica.

4. Decorrenza dei due anni dalla scadenza di validità della qualificazione CQC
La frequenza di un corso di formazione periodica consente il rinnovo di validità di una qualificazione CQC scaduta da meno di due anni. Consente il rinnovo di validità un corso di formazione periodica terminato, al massimo, entro due anni dal giorno della scadenza della qualificazione CQC, anche se l’istanza di rinnovo è presentata al competente Ufficio Motorizzazione civile, in data successiva (per esemplificare, è possibile il rinnovo di validità, senza obbligo di sostenere l’esame di ripristino di una qualificazione CQC scaduta il 25 maggio 2016, qualora il corso di formazione periodica frequentato dal titolare sia terminato il 25 maggio 2018).
Qualora il corso di formazione periodica abbia termine dopo due anni dalla data di scadenza della qualificazione CQC, il titolare potrà ottenere il rinnovo solo dopo essersi sottoposto ad “esame di ripristino”.

5. Procedure “esame di ripristino”
L’ “esame di ripristino”, prevede, conformemente a quanto previsto dall’art. 11, comma 1, del D.M. 20 settembre 2013, sia la prova relativa alla parte “comune” che la prova relativa alla parte “specialistica”. Di conseguenza, a titolo di esempio, un conducente titolare sia della qualificazione CQC per il trasporto di persone scaduta da oltre 2 anni, che della qualificazione CQC per il trasporto di cose in corso di validità, dovrà, in ogni caso, sostenere la prova d’esame relativa alla parte comune che alla parte specialistica. In questo ultimo caso, un eventuale giudizio di non idoneità alla prova comune non comporta la revoca della qualificazione CQC per il trasporto di cose. In caso di “esame di ripristino” i 5 anni di validità decorrono dalla data di svolgimento, con esito positivo, dell’esame stesso. Le modalità di effettuazione degli “esami di ripristino” sono le medesime previste per il conseguimento della qualificazione CQC. L’istanza di “esame di ripristino” può essere presentata anche in un Ufficio Motorizzazione civile di provincia differente da quella in cui ha sede l’ente presso il quale è stato svolto il corso di formazione periodica.

6. Rinunzia alla qualificazione CQC
Il titolare di qualificazione CQC può, in qualsiasi momento, richiedere all’Ufficio Motorizzazione civile di revocare la propria abilitazione. La rinuncia alla qualificazione CQC comporta la revoca della stessa e l’interessato potrà conseguire una nuova abilitazione esclusivamente secondo le procedure ordinarie, frequentando, cioè, un corso di qualificazione iniziale e sostenendo il previsto esame di idoneità. La rinuncia sarà annotata nel sistema informatico inserendo una “revoca per altri motivi“. In caso di rinuncia, la patente CQC deve essere riconsegnata all’Ufficio Motorizzazione civile e l’utente dovrà (salvo intenda rinunciare anche alla patente di guida) richiedere un duplicato della patente di guida, sulla quale, ovviamente, non sarà riportato codice 95 relativo alla CQC revocata. Nel caso il conducente, già titolare di entrambe le qualificazioni CQC, abbia dapprima rinunciato a una delle due, ma che, dopo la revoca, intenda nuovamente conseguirla deve frequentare esclusivamente il corso integrativo (solo la parte speciale relativa al trasporto di merci o di persone, a seconda del caso) previsto dall’art. 9, commi 1 o 2 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 settembre 2013 e sostenere il relativo esame solo sulla parte specialistica.

La circolare prot. 26681 del 21 dicembre 2017 è abrogata.

Il Direttore Generale
Dott. Ing. Sergio Dondolini

 

Gli effetti della Legge di Bilancio 2019 sul settore patenti e trasporti

Sicuramente le novità della nuova Legge di Bilancio (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 – S.O.G.U. n. 302 del 31.12.2018), definita dallo stesso ministro dei Trasporti Toninelli la #riformaldelpopolo, hanno l’indubbio marchio della popolarità dovuta dalla presenza di stanziamenti a pioggia sul rifacimento delle infrastrutture che nei mesi scorsi hanno causato immani tragedie, finendo al centro dell’attenzione dei mass media. Ci riferiamo alle nuove e ingenti misure finanziarie per Genova (tra cui 160 milioni di euro per gli autotrasportatori danneggiati dal crollo del Ponte Morandi e 200 milioni per il Porto di Genova al fine di migliorare la logistica), per la messa in sicurezza di fiumi e laghi (1 miliardo di euro al Piano nazionale settore idrico), per il trasporto pubblico locale di Roma e Milano (varie centinaia di milioni di euro per la metropolitana e per il ripristino del manto stradale) e per la sicurezza stradale.

Entrando nel merito del settore patenti, di maggiore interesse per la nostra attività, possiamo evidenziare le seguenti novità, sempre tenendo presente che prima di diventare pienamente operative devono essere corredate da decreti di attuazione che articolino la materia più nel dettaglio dando le opportune indicazioni operative.

 

Modifiche agli articoli 7 e 80 del Codice della Strada: via libera alle elettriche in ztl e alle officine private per la revisione dei mezzi pesanti

L’art. 7 , che regolamenta la circolazione nei centri abitati, stabilisce ora che nelle zone a traffico limitato i Comuni consentano l’accesso libero ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida. Questo nell’intento dichiarato di incentivare la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.

L’art. 80 riguarda invece le revisioni e cambia in modo significativa, consentendo in pratica anche alle officine private di effettuare le revisioni anche dei mezzi pesanti. Ci sarà bisogno di un regolamento di attuazione, ma la legge di fatto è già cambiata e rappresenta un’interessante opportunità per tutte le imprese di autoriparazione che già effettuano revisioni sulle autovetture.

 

Rimandato ancora una volta il Documento Unico di Circolazione

Slitta per l’ennesima volta – al 1.1.2020 – il rilascio del DUC che dovrebbe sostituire la carta di circolazione e il certificato di proprietà.

 

Ecobonus per l’acquisto di auto elettriche o ibride

Viene stabilito, dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021,  un incentivo economico tanto più alto quanto minori sono le emissioni di anidride carbonica dell’auto nuova (categoria M1) acquistata (che non deve costare più di 50 mila euro iva esclusa) e se si dispone anche di un veicolo inquinante da rottamare. L’incentivo è:

  • pari a 6000 euro se le emissioni di CO2 sono sotto i 20 g/km
  • pari a 2500 euro se le emissioni sono tra i 21 e i 70 g/km
  • pari a 4000 euro senza rottamazione, se le emissioni di CO2 sono sotto i 20 g/km
  • pari a 1500 euro senza rottamazione, se le emissioni sono tra i 21 e i 70 g/km

 

Il contributo viene corrisposto mediante uno sconto sul prezzo di acquisto dell’auto , che deve essere nuova di fabbrica. Il veicolo da rottamare deve essere davvero tale, ovvero vanno documentati l’avvio alla demolizione e la cancellazione dallo sportello telematico dell’automobilista. Andando a valutare i modelli di auto ibride presenti sul mercato, notiamo però che diverse utilitarie hanno un valore di emissioni troppo alto per usufruire dell’incentivo, le più diffuse sul mercato dichiarano emissioni pari a 75-85 g/km e tali da superare il valore ammesso dalla normativa. Le ibride che si prestano all’acquisto sono poche e di fascia alta, mentre chiaramente per le elettriche il ventaglio di possibilità per sfruttare  l’ecobonus è decisamente più ampio, anche se bisogna fare i conti con il reale problema della mancanza di colonnine di ricarica sulle strade pubbliche.

 

Detrazioni fiscali per l’installazione di colonnine di ricarica

Un po’ come succede per chi sostituisce le finestre di casa o acquista una caldaia più ecologica, adesso anche chi si attrezza con la colonnina di ricarica per alimentare a energia elettrica i propri veicoli, può sfruttare una detrazione delle imposte, da ripartire in dieci quote annuali, nella misura del 50%, per un ammontare complessivo non superiore a 3000 euro.

 

Ecotassa per chi acquista veicoli sopra i 160 g/km

Questa tassa fa la coppia con l’ecobonus di cui abbiamo scritto sopra, e va a colpire chi decide di acquistare un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica che produce emissioni pari o superiori a 161 g/km.

Stabilisce che, a partire dal 1°marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, chiunque acquista un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica è tenuto al pagamento, all’atto dell’immatricolazione, di un’imposta tanto più alta quanto più è alto il valore di emissione di CO2. Per la precisione l’imposta da pagare per il veicolo acquistato sarà:

  • pari a 1100 euro, se le emissioni variano da 161 a 175 g/km
  • pari a 1600 euro, se le emissioni variano da 176 a 200 g/km
  • pari a 2000 euro, se le emissioni variano da 201 a 250 g/km
  • pari a 2500 euro, se le emissioni sono superiori a 250 g/km

Questo provvedimento va a colpire i modelli di fascia medio alta mentre non riguarda le utilitarie di uso comune né tanto meno le auto di cilindrata limitata che si acquistano per i neopatentati.

 

Rimborso del 50% a chi fa prendere la patente e/o la CQC merci ai dipendenti

Si tratta di una bella opportunità per le autoscuole che fanno formazione professionale presso le imprese di autotrasporto merci: il Governo si impegna, dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020, a rimborsare il 50 % delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi.

I conducenti che beneficiano del provvedimento devono avere meno di 35 anni ed essere inquadrati con le qualifiche Q1, Q2 o Q3 previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro-Logistica, trasporto merci e spedizione. Per essere realmente operativa la legge, c’è bisogno di un decreto del Ministero del Lavoro che stabilisca le modalità di richiesta e di erogazione del rimborso.

 

Modifiche al regolamento Taxi / NCC (Legge 21/92)

Viene introdotto l’obbligo della rimessa all’interno del comune che ha rilasciato l’autorizzazione (art. 3) e  due nuovi obblighi (art. 11) sia di iniziare e finire il servizio nel luogo della rimessa e sia di compilare per ogni servizio un apposito foglio di viaggio, in futuro di tipo elettronico.
L’approfondimento è disponibile a questo link.


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