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Carburanti, arrivano le nuove etichette

“Potresti andare a farmi la E10, per favore?” – da oggi potremmo esprimerci in questo modo, senza essere scambiati per matti, perché  E10 è il nuovo nome che contraddistingue la benzina. Da oggi 12 ottobre, dai benzinai troveremo infatti nuove etichette sui distributori di carburante e anche sugli sportellini delle nuove auto che compreremo.

Entra in vigore la direttiva 2014/94/UE del 22 ottobre 2014, meglio conosciuta come Direttiva DAFI, che oltre a stabilire la realizzazione di nuove infrastrutture peri combustibili alternativi (elettricità, idrogeno, gas naturale, ecc.) all’art. 7 impone di rendere disponibili informazioni più chiare per gli utenti. Etichette dunque più esplicite, sia sui veicoli stessi e sui relativi manuali d’uso, sia sui punti di rifornimento e di ricarica.

Dal momento che stanno aumentando di giorno in giorno i veicoli che possono funzionare con combustibili alternativi, sarà sempre più facile confondersi e rischiare di immettere nei serbatoi dei carburanti sbagliati, col rischio di rovinare il motore. Ecco allora spiegata l’introduzione di questo nuovo obbligo, fermo restando che per molti anni ancora le definizioni comunemente in uso non saranno ovviamente cancellate, e ad esempio la benzina “verde” rimarrà sempre identificabile con il colore verde come è sempre stato finora. C’è anche da aggiungere che, già da parecchi anni, il collo del bocchettone del serbatoio di un veicolo a benzina è costruito più piccolo della pistola della pompa per l’erogazione del gasolio, appunto per evitare errori di rifornimento.

 

Ma vediamo nel dettaglio che cosa cambia.

  • dal 12 ottobre 2018 ci saranno etichette specifiche a identificare i seguenti combustibili: benzina, gasolio, idrogeno (H2), gas naturale compresso (GNC), gas naturale liquefatto (GNL), gasi di petrolio liquefatto (GPL)
  • le etichette dei carburanti saranno apposte su tutti i  veicoli immatricolati a partire dal 12 ottobre 2018, dal ciclomotore al veicolo commerciale pesante
  • le nuove etichette saranno visibili sui distributori di tutta l’UE e di tutto il SEE (Islanda, Lichtenstein, Norvegia) ma anche in Serbia, Macedonia, Svizzera e Turchia.

 

Da dove arrivano e che aspetto hanno le nuove etichette dei carburanti?

Da una norma tecnica europea, per la precisione dalla norma UNI EN 16942, approvata dal CEN (Commissione Europea per la Standardizzazione) e richiesta appositamente dalla Commissione Europea nel 2015, a seguito dell’approvazione della direttiva DAFI.

Le etichette che identificano la benzina sono di forma circolare, quelle per il gasolio di forma quadrata, quelle per i carburanti gassosi di forma romboidale

All’interno presentano una sigla, composta da lettere e cifre, che identificano il carburante nel dettaglio.

Vediamo qualche esempio.

 

ETICHETTE PER LA BENZINA

Le etichette per la benzina sono circolari e presentano la lettera E come simbolo + un numero che corrisponde alla percentuale di etanolo contenuto.

Es. E5 = benzina contenente il 5% di bioetanolo; E10 =  benzina contenente il 10% di bioetanolo

 

ETICHETTE PER IL GASOLIO

Le etichette per il diesel sono quadrate e presentano la lettera B come simbolo + un numero che corrisponde alla percentuale di FAME contenuto. FAME è la sigla che sta per  “Fatty Acid Methyl Esters” vale a dire estere metilico di acidi grassi ovvero biodiesel.

Es. B10= gasolio col 10% di biodiesel

 

ETICHETTE PER IL GAS

Le etichette per i carburanti gassosi saranno invece romboidali. La losanga con al centro la sigla H2 indica l’idrogeno, quella con la sigla CNG è il metano per auto, mentre LPG indica il gpl e la scritta LNG il metano liquido.

 


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